010 Differenza tra Fare e Vivere nella Divina Volontà
La Santissima Trinità, avendo decretato il realizzarsi le gioie della creazione, dopo duemila anni dalla Venuta di Maria e di Gesù, che vissero totalmente nella Sua Divina Volontà, ora attraverso Luisa Piccarreta ha compiuto il suo disegno eterno di far tornare l'uomo nel suo Divino Volere.
Dice Gesù a Luisa (11.11.1922): "No, non finiranno le generazioni se non mi ritorna l'uomo nel mio seno, costo d'aspettare, avrò pazienza ancora, ma deve ritornare a Me come lo feci, in virtù della mia Volontà. Col fare la sua Volontà scese nell'abisso e si trasformò in bruto; col fare la mia Volontà salirà ed acquisterà la nuova trasformazione della natura da Me creata, ed allora potrò dire: Tutto ho compiuto, l'ordine di tutta la Creazione mi è ritornato e mi riposerò in esso".La Volontà umana è un grande dono di Dio. Con essa siamo noi a gestire la nostra vita, i nostri atti, i nostri pensieri. Siamo noi che decidiamo di fare e di operare secondo il nostro gusto, il nostro punto di vista. La nostra Volontà prende decisioni libere sia per compiere il bene come per scegliere il male.
La Volontà umana che sceglie il bene, decide di operare nella obbedienza al Volere di Dio, suo Creatore e Padre.
La Volontà umana che si decide per il male, usa del suo libero arbitrio per opporsi al Volere di Dio, lo rifiuta apertamente disobbedendo alle sue leggi e ai suoi comandi come hanno fatto Adamo ed Eva. Questa Volontà umana è la Volontà del peccato, dei vizi capitali, dell' "io" umano in senso negativo che agisce in contrapposizione a Dio.
La Volontà umana che liberamente sceglie di decidersi per Dio, può essere compiuta in due modi: o secondo la buona Volontà e l'impegno umano, che corrisponde a "fare la Volontà di Dio", come hanno fatto i Santi e i cristiani virtuosi, o "vivendo nella Divina Volontà", sacrificando del tutto la propria.
Coloro che hanno seguito fedelmente i Comandi del Signore come hanno fatto i santi e i cristiani buoni, hanno compiuto atti d'amore anche eroici, fatti in grazia, per la loro fede e amore verso Dio e i fratelli, però questi atti li hanno compiuti da "servi" obbedienti, con la loro buona Volontà, hanno cioè "fatto la Sua Volontà", ma questo pur essendo già molto, non è ancora "vivere nella Divina Volontà".
Gesù lo spiega così a Luisa: (18.09.1924): "Il "fare la mia Volontà", è vivere con due Volontà [la vostra Volontà umana e la Volontà di Dio insieme], e quando do gli ordini di eseguire la Mia, [la Volontà umana] sente il peso della sua Volontà che le mette contrasti, e malgrado che segua gli ordini della Mia Volontà con fedeltà, sente il peso della natura ribelle, le sue passioni ed inclinazioni. E quanti santi, anche se sono giunti alla perfezione più alta, sentono questa loro Volontà che gli fa guerra, che li tiene oppressi, e tanti che sono costretti a gridare: "Chi mi libererà da questo corpo di morte? Cioè, da questa mia Volontà che vuol dare morte al bene che voglio fare?".
Ma ora che Gesù vuole far tornare la Divina Volontà sulla terra, si fa Maestro per le sue creature e spiega tutto a Luisa con queste parole.
(18.09.1924): "Il vivere nella mia Volontà è regnare in essa e con essa, mentre il fare la mia Volontà è stare ai miei ordini. Il primo stato è possedere, il secondo è ricevere le disposizioni, eseguire i comandi"...
Il vivere nella Mia Volontà è vivere da figlio, mentre il solo farla è un vivere da servo, da suddito. Nel viverla, tutto ciò che è del Padre è del figlio, tutti i beni del Padre sono del figlio, compreso il suo supremo Volere... È questo il dono che voglio fare in questi tempi tristi: che non solo la facciano la mia Volontà, ma la posseggano.
Questo vivere nel mio Volere è il dono più grande che voglio fare alle mie creature".
"Vivere nella Volontà Divina", a operare in noi è Dio stesso con la Sua Volontà, perché abbiamo annullato la nostra, per cui tutto in noi diviene santità, amore, perfezione, preghiera, perché Essa opera nei miei pensieri, nelle mie parole, e mi invita a fare quello che la Divina Volontà Trinitaria desidera che si realizzi attraverso di me.
A Luisa Gesù ha spiegato cosa è per la creatura, vivere nel Suo Volere: "Il vivere nel mio Volere è far sua la mia Volontà come cosa propria, e disporre di essa; il fare la mia Volontà è tenerla in conto come Volontà di Dio, non come cosa propria, né disporre di essa come si vuole. Il vivere nella mia Volontà è vivere con una sola Volontà, quella di Dio, la quale essendo una Volontà tutta santa, tutta pura, tutta pace, una Volontà che regna senza contrasti, una Volontà suprema e onnipotente, domina le stesse passioni umane che vorrebbero fuggirla, ma che non ardiscono muoversi vedendo che dinanzi ad essa tremano cielo e terra".
Per capire ancora di più le parole non facili di Gesù, usiamo ancora le altre parole, tratte dai testi scritti di Luisa, che ci possono facilitare la comprensione degli insegnamenti di Gesù.
[La Volontà Divina e la Volontà umana devono vivere in tale unione d'amore, da non potersi distinguere quale sia l'una e quale l'altra, come avviene di una goccia d'acqua che si getta nel mare. Quindi, più che unione, devono vivere nell'unità di un unico volere, il Volere Divino.
Come avviene appunto in Gesù, vero Dio e vero Uomo. Egli ha per natura una Volontà Divina (la stessa Volontà del Padre e dello Spirito Santo) e una Volontà umana, che ha conservato innocentissima e fedelissima; eppure questa sua Volontà umana l'ha tenuta perfettamente immolata e sacrificata... Gesù l'aveva come se non l'avesse, perché entrambe le Volontà vivevano ed attuavano e operavano nell'unità di un solo Volere, il Volere Divino.
Perciò, tutte le cose fatte da Gesù con la sua perfetta natura umana, anche le più piccole (il mangiare, il dormire, il piangere, il camminare, il conversare, ecc.) erano frutto di entrambe le Volontà, unite in un solo Volere Divino, Infinito, Eterno, Santissimo... Sono dunque di un valore infinito e divino, hanno una portata eterna, non soltanto perché appartengono a Gesù, che è una Persona Divina, ma perché sono frutto di un Volere Divino.
Così l'uomo avrebbe dovuto avere la sua umana Volontà "come se non l'avesse", avrebbe dovuto sacrificarla, vale a dire, offrirla in dono di amore a Dio, per fare posto in essa al Dono della Volontà Divina, perché nella Volontà dell'uomo regnasse la Volontà di Dio].
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